La Drammaterapia in RSA

Laura Mercadante, Drammaterapeuta iscritta al Registro SPID ha presentato questa relazione al X Convegno SIPI (Società Italiana Psicologia dell’Invecchiamento), Università di Padova, Teatro della Fortuna di Fano, 19-20 maggio 2017:

La Drammaterapia in RSA: un importante contributo per attivare creatività anche in anziani non autosufficienti
 
1,2Mercadante L.; 2D’Alfonso R.; 2Capucciati M.; 2Cosenza L.; 2Ottaiano A. 
1 Libera Professionista, Drammaterapeuta iscritta al Registro SPID (Società Professionale Italiana Drammaterapia); 2Fondazione Casa Famiglia San Giuseppe ONLUS e con l’Associazione MUTAR Musica, Terapia, Arte.
 
 La Drammaterapia, la più recente tra le Artiterapie, favorisce l’attivazione delle risorse positive e consente un lavoro di stimolazione che valorizza la totalità della persona, sia dal punto di vista corporeo, che immaginativo. Attraverso tecniche derivanti dalla teatralità, dalla ritualità, dal gioco metaforico è possibile coinvolgere anziani non autosufficienti in percorsi volti a ridurre difficoltà e disagi connessi con l’invecchiamento (disabilità, perdita di senso e vitalità) e a migliorare la consapevolezza corporea, la fiducia, le capacità espressive e relazionali. Il lavoro presenta gli esiti di quattro cicli di incontri di gruppo svolti durante il 2016 settimanalmente dalla Associazione Mutar, in collaborazione con l’Associazione di Volontariato Vimercatese AVOLVI e l’equipe psico-educativa della Casa Famiglia San Giuseppe di Vimercate. Le sedute hanno coinvolto anziani residenti in RSA con differenti situazioni cognitive e di autonomia. Ciascun gruppo ha seguito la scansione del metodo tripartito della drammaterapia: • Fondazione: attivazione corporea attraverso anche il micromovimento e lo sviluppo di capacità mnemoniche; • Creazione: utilizzo di oggetti e materiali, narrazione di fiabe e miti, che stimolano la creazione di storie a sfondo autobiografico; • Restituzione: realizzazione di brevi performance che rappresentano storie usando teli, travestimenti, movimenti corporei, mimici e vocalità. Sono stati proposti questionari di osservazione relativi alle capacità espressivo-emozionali quali l’OERS (Lawton et al.,1999) e la Scala di Coinvolgimento Drammatico (Jones, 1996). I risultati hanno evidenziato variazioni tra l’inizio e la fine di ogni incontro e tra l’inizio e la fine dell’intero percorso, con incremento del pensiero positivo rispetto alle memorie biografiche e allo scorrere del tempo, della vitalità (espressione del volto, spontaneità del movimento, utilizzo di corpo-voce-movimento in relazione allo spazio), della libera espressione di sé, della capacità di comunicare affetto e di creare legami.
Seguici e condividi:

Ti piace? condividi!